Dagli orologi ai libri rari, dal vino alla numismatica: i collezionismi più interessanti e le regole pratiche per scegliere, acquistare e tramandare valore senza farsi guidare dall’hype.
Il collezionismo è una creatura strana per metà cultura per metà finanza comportamentale e metà (sì lo so: le metà sono già troppe) vanità umana ben confezionata. Se lo tratti come shopping “alto di gamma” ti divora ma trattato come disciplina può insegnarti un metodo, aiutarti a costruire ricchezza (con realismo non con magia) e creare un heritage che resti: oggetti, storie, archivi, relazioni, competenza.
Qui l’idea non è “compra questo e diventerai ricco”, l’idea è di scegliere un campo dove conoscenza, rarità, provenienza e liquidità possono convergere e costruire una collezione come costruiresti un buon business con criteri, processi, controllo del rischio e una narrazione coerente.
Il “Metodo Roundtable” in 7 regole
Se ti porti a casa solo questo hai già fatto un affare.
1. **Colleziona ciò che puoi spiegare.** Se non riesci a spiegare in 60 secondi perché un pezzo è importante stai giocando a dadi.
2. **Compra qualità, non quantità.** Una collezione piccola ma impeccabile batte sempre una collezione grande e confusa.
3. **Provenienza e documenti sono parte dell’oggetto.** Senza una documentazione storica paghi per una storia inventata.
4. **Condizione = valore (quasi sempre).** La conservazione è una competenza e un valore non un dettaglio.
5. **Liquidità non è una parolaccia.** Non vuoi solo “valore”, vuoi anche la possibilità di realizzarlo.
6. **Costruisci rete: dealer seri, case d’asta, restauratori, altri collezionisti.** Nel collezionismo spesso la qualità arriva per invito.
7. **Evita i campi dove la contraffazione è più veloce della tua formazione.** Se ti superano in velocità perderai soldi e sonno.
Vediamo adesso qualche campo dove le nostre teorie sono più applicabili
1) Orologi
Perché è interessante: è un mercato globale con domanda stabile, molte informazioni pubbliche e un’enorme cultura tecnica.
Metodo che insegna: valutazione (reference, anni, quadranti, condizioni), gestione del rischio (autenticità) e disciplina d’acquisto.
Heritage: un set coerente racconta un gusto e una storia; gli orologi sono “oggetti-simbolo” tramandabili.
Dove sta il valore (di solito):
Originalità (pezzi corretti per epoca, quadranti non ritoccati, parti non “mischiate”)
Provenienza (fatture, estratti d’archivio, storia chiara)
Condizione (lucidature aggressive = peccato capitale)
Rischi: falsi/“Frankenwatch”, mode del momento, overpaying per hype.
2) Libri rari, prime edizioni, e manoscritti (il collezionismo più “metodo” di tutti)
Perché è interessante: è il regno della bibliografia: cataloghi, edizioni, tirature, varianti, legature, provenienze.
Qui il “metodo” non è opzionale ma la lingua madre.
Ricchezza: potenziale buono nei segmenti giusti (autori solidi, edizioni importanti, condizioni eccellenti, provenienze forti).
Heritage: altissimo. Una biblioteca curata è letteralmente un’eredità culturale.
Strategia intelligente:
Colleziona un tema (es. esplorazioni, scienza, un autore, una scuola letteraria).
Punta a copie eccellenti e ben documentate.
Costruisci un catalogo della tua collezione (foto, note, fonti): aumenta valore e trasmissibilità.
Rischi: restauri nascosti, edizioni “quasi prime”, liquidità più lenta rispetto ad altri mercati.
3) Vini da investimento (ma solo se ami anche la logistica)
Perché è interessante: unisce gusto, geografia, annate, punteggi, scarsità.
Ricchezza: può funzionare bene se fai le cose in modo maniacale, provenienza perfetta e conservazione certificata.
Heritage: bello se lo vivi come “cantina di famiglia” con una storia (verticali, annate simboliche, terroir).
La regola aurea: nel vino la domanda non basta, serve provenienza e conservazione, una bottiglia “incerta” vale molto meno.
Rischi: storage, spedizioni, contraffazioni, “bere il capitale” (che è anche un rischio felicissimo).
4) Monete e banconote storiche (numismatica)
Perché è interessante: è uno dei mercati più antichi con standard, cataloghi, grading, comparabili.
Metodo: classificazione, rarità, conservazione, storia economica.
Ricchezza: spesso più “solida” di quanto sembri perché l’infrastruttura (aste, perizie, cataloghi) è matura.
Heritage: altissimo: monete e banconote sono storia compressa in metallo/carta.
Rischi: falsi sofisticati, differenze di conservazione che cambiano enormemente il prezzo.
5) Arte (ma con un approccio quasi “scientifico”)
Perché è interessante: cultura pura e mercato complesso.
Metodo: qui serve doppia competenza artistica e di mercato (gallerie, mostre, provenienza, archivi, condition report).
Ricchezza: possibile ma con dispersione enorme tra vincitori e “nomi dimenticati”.
Heritage: massimo se costruisci una collezione con una tesi curatoriale.
Come farlo da adulti:
Meglio pochi pezzi con provenienza forte che molti “carini”.
Colleziona un filo conduttore (un movimento, una scena, un periodo).
Tratta documenti e archiviazione come parte del possesso.
Rischi: illiquidità, pricing opaco, mode.
6) Fotografia d’autore (stampe vintage, edizioni limitate)
Perché è interessante: mercato più “leggibile” dell’arte in certi segmenti: edizioni, timbri, certificati, provenienza.
Metodo: impari a distinguere stampa vintage vs ristampa, qualità di stampa, carta, edizioni.
Ricchezza: interessante su autori consolidati e pezzi corretti.
Heritage: forte perché la fotografia parla immediatamente anche a chi non è “del settore”.
Rischi: certificazioni deboli, edizioni confuse, conservazione della stampa.
7) Automobilia e memorabilia storica (con un grande “ma”)
Parlo di: documenti, manifesti, manuali originali, oggetti legati a corse, eventi, brand storici.
Metodo: autenticità, provenienza, contesto storico.
Ricchezza: variabile alcuni segmenti sono sorprendentemente liquidi.
Heritage: molto alto se legato a una narrazione familiare (viaggi, motorsport, tradizioni).
Rischi: falsi, “repro” spacciati per originali, mercato frammentato.
Come scegliere il tuo collezionismo: il filtro in 5 domande
Scegli un campo che risponda “sì” ad almeno 3/5:
Posso studiarlo con fonti serie (cataloghi, archivi, aste)?
Posso verificare autenticità e provenienza in modo affidabile?
Esiste un mercato secondario trasparente abbastanza?
Ho accesso a conservazione/assicurazione/logistica adeguate?
Questa collezione racconta qualcosa di me (una storia coerente)?
Il vero “heritage” non gli oggetti ma l’archivio
La parte più sottovalutata (e più nobile) è questa: documentare.
Una collezione con:
* schede per ogni pezzo,
* fatture e perizie,
* foto ad alta qualità,
* note su contesto e perché lo hai scelto,
* una “tesi” curatoriale,
vale di più, si vende meglio, e soprattutto si trasmette per generazioni mentre senza è solo un mucchio di cose costose.
Collezionare è una forma di governo di sé.
Il collezionismo fatto bene ti costringe a diventare una persona con:
* gusto (scelte coerenti),
* disciplina (non inseguire l’hype),
* metodo (verifica, comparabili, archivi),
* pazienza (il tempo è parte del rendimento),
* cura (conservazione e continuità).
E quella, alla fine, è la vera ricchezza, diventare qualcuno che sa costruire valore in modo ripetibile e lasciarlo in eredità sotto forma di oggetti, cultura, e storie ben documentate.
DISCLAIMER lo scopo di questi articoli non è offrire una consulenza legale o fiscale ma alcuni esempi degli argomenti che vengono trattati alle riunioni di Business Roundtable

