<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?><!-- generator=Zoho Sites --><rss version="2.0" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"><channel><atom:link href="https://businessroundtable.zohosites.eu/blogs/generali/feed" rel="self" type="application/rss+xml"/><title>The Business Roundtable Italia - Blog , Generali</title><description>The Business Roundtable Italia - Blog , Generali</description><link>https://businessroundtable.zohosites.eu/blogs/generali</link><lastBuildDate>Thu, 04 Jun 2026 10:17:06 +0200</lastBuildDate><generator>http://zoho.com/sites/</generator><item><title><![CDATA[Ussari, Napoleone, Champagne & sciabole.]]></title><link>https://businessroundtable.zohosites.eu/blogs/post/ussari-napoleone-champagne-sciabole</link><description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" src="https://businessroundtable.zohosites.eu/images/ged443ff94309ac743006295f2cfdd3dc4fd58643d76d0ca2f3a51d5879671d1b61aaf998638e2f8ff6e114cd0d18be671dcb2384d6f8c5179b857ca86726c455_1280.jpg"/>Non è una stravaganza da salotto, né un semplice gesto scenografico: è una storia di guerra, prestigio, velocità e potere simbolico. Ed è una storia c ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_ZjuCHr_zST-KAlyemSZ0Xg" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_RnxFfD-6RgeaWxfpgN4sgQ" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_VA136INITGiyEOqr9mwkVg" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_ygmNQTYiRE69_rNeYOiTmw" data-element-type="heading" class="zpelement zpelem-heading "><style></style><h2
 class="zpheading zpheading-align-center zpheading-align-mobile-center zpheading-align-tablet-center " data-editor="true"><span>Perché mai qualcuno dovrebbe aprire una bottiglia di Champagne con una sciabola?</span></h2></div>
<div data-element-id="elm_ZETncd8eSVy8-xdr9e9dnA" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align-center zptext-align-mobile-center zptext-align-tablet-center " data-editor="true"><p></p><div><div style="text-align:left;">Non è una stravaganza da salotto, né un semplice gesto scenografico: è una storia di guerra, prestigio, velocità e potere simbolico. Ed è una storia che comincia con gli Ussari.</div><div style="text-align:left;">Gli ussari erano cavalleggeri d’élite, nati nelle pianure dell’Europa orientale e diventati, tra Settecento e Ottocento, il reparto più temuto e ammirato degli eserciti europei. Nell’epoca napoleonica incarnavano l’idea stessa di audacia: uniformi vistose, dolman intrecciati, pelisse gettate con noncuranza sulla spalla e, soprattutto, la sciabola. Un’arma curva, rapida, fatta per colpire in corsa. Gli ussari non combattevano solo: apparivano. La guerra, per loro, era anche teatro.</div><div style="text-align:left;">È in questo contesto che nasce il gesto del sabrage, l’arte di sciabolare lo Champagne.</div><div style="text-align:left;">La leggenda – corroborata da molte testimonianze dell’epoca – racconta che gli ufficiali di cavalleria, rientrando vittoriosi, aprissero le bottiglie direttamente a cavallo, senza smontare e senza perdere tempo. La sciabola, sempre in mano, diventava lo strumento perfetto: un colpo secco lungo il collo della bottiglia, la pressione interna faceva il resto. Veloce, spettacolare, irrevocabile. Proprio come una carica.</div><div style="text-align:left;">In questo mondo entra una figura chiave Barbe-Nicole Ponsardin passata alla storia come la Vedova Clicquot. Rimasta sola a 27 anni, in piena epoca napoleonica, trasformò una maison di provincia in un simbolo europeo di eccellenza. Fu lei a capire che lo Champagne non era solo vino: era status, celebrazione, vittoria.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Secondo una celebre citazione a lei attribuita «Lo Champagne: nelle vittorie lo si merita, nelle sconfitte lo si beve.»*</div><div style="text-align:left;">Una frase che riassume perfettamente lo spirito dell’epoca. Gli ufficiali francesi – ussari in testa – diffusero le bottiglie della &quot;Veuve Clicquot&quot; in tutta Europa spesso requisendole, spesso pagandole profumatamente. Quando l’esercito russo entrò a Reims nel 1814 i soldati saccheggiarono le cantine. Lei non li fermò. Anzi, avrebbe detto «Lasciateli bere. Torneranno.». E infatti tornarono, da clienti.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">E Napoleone? Anche qui la storia si fa mito. A Napoleone Bonaparte è attribuita una delle frasi più citate (e più coerenti con la sua leggenda) «La vittoria appartiene al più perseverante.»</div><div style="text-align:left;">Per i suoi ufficiali, la vittoria si celebrava con Champagne non a caso molte tradizioni militari di brindisi ancora oggi, prevedono l’uso della sciabola; non è solo folclore è la sopravvivenza di un linguaggio simbolico. La sciabola rappresenta il rischio, lo Champagne la ricompensa. Aprirlo in modo “normale” sarebbe quasi una contraddizione.</div><div style="text-align:left;">Dal punto di vista fisico il sabrage è sorprendentemente razionale. Le bottiglie di Champagne hanno un punto strutturalmente più debole lungo la giunzione del vetro. La sciabola non “taglia”: trasmette un’onda d’urto che, sfruttando la pressione interna (circa 6 bar), fa saltare netto il collo. Nessuna magia, solo meccanica e coraggio. Come gli ussari.</div><div style="text-align:left;">Oggi il gesto è diventato rituale: cerimonie, eventi aziendali, celebrazioni importanti ma il significato profondo resta. Sciabolare non è aprire una bottiglia. È dichiarare un passaggio di stato da attesa a compimento, da tensione a successo. È un gesto che dice: “Abbiamo osato. Ora brindiamo”.</div><div style="text-align:left;">E qui la lezione diventa moderna. In un mondo di decisioni complesse, di rischio calcolato e di leadership, gli ussari insegnano qualcosa di ancora attuale: preparazione rigorosa, azione rapida, celebrazione consapevole del risultato. La Vedova Clicquot ci ricorda che anche nei momenti di caos bisogna saper vedere il lungo periodo. Napoleone, che nulla è gratuito, nemmeno la vittoria.</div><div style="text-align:left;">La prossima volta che vedrai una bottiglia di Champagne sciabolata non pensare a un vezzo. Pensa a un ufficiale coperto di polvere, a cavallo che non scende per brindare. Colpisce, sorride, e guarda avanti.</div><div style="text-align:left;">La storia, a volte, si beve. 🍾</div></div><p></p></div>
</div><div data-element-id="elm_pMAO1OLHQWTfy1n4h9D4yA" data-element-type="dividerText" class="zpelement zpelem-dividertext "><style type="text/css"></style><style></style><div class="zpdivider-container zpdivider-text zpdivider-align-center zpdivider-align-mobile-center zpdivider-align-tablet-center zpdivider-width100 zpdivider-line-style-solid zpdivider-style-none "><div class="zpdivider-common">DISCLAIMER lo scopo di questi articoli non è offrire una consulenza legale o fiscale ma alcuni esempi degli argomenti che vengono trattati alle riunioni di Business Roundtable</div>
</div></div><div data-element-id="elm_2Fq3zAL2jS7cUqlKY2WuvQ" data-element-type="button" class="zpelement zpelem-button "><style></style><div class="zpbutton-container zpbutton-align-center zpbutton-align-mobile-center zpbutton-align-tablet-center"><style type="text/css"></style><a class="zpbutton-wrapper zpbutton zpbutton-type-primary zpbutton-size-md zpbutton-style-oval " href="https://zfrmz.eu/pwSRPVasQHDYABv6FyGC" target="_blank" rel="nofollow noreferrer noopener"><span class="zpbutton-content">ISCRIVITI</span></a></div>
</div><div data-element-id="elm_pCTWrhr-Tm9mVeChxDSyoQ" data-element-type="image" class="zpelement zpelem-image "><style> @media (min-width: 992px) { [data-element-id="elm_pCTWrhr-Tm9mVeChxDSyoQ"] .zpimage-container figure img { width: 500px ; height: 334.00px ; } } </style><div data-caption-color="" data-size-tablet="" data-size-mobile="" data-align="center" data-tablet-image-separate="false" data-mobile-image-separate="false" class="zpimage-container zpimage-align-center zpimage-tablet-align-center zpimage-mobile-align-center zpimage-size-medium zpimage-tablet-fallback-fit zpimage-mobile-fallback-fit hb-lightbox " data-lightbox-options="
                type:fullscreen,
                theme:dark"><figure role="none" class="zpimage-data-ref"><span class="zpimage-anchor" role="link" tabindex="0" aria-label="Open Lightbox" style="cursor:pointer;"><picture><img class="zpimage zpimage-style-none zpimage-space-none " src="/images/pexels-photo-2918943.jpeg" size="medium" data-lightbox="true"/></picture></span></figure></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Sat, 07 Feb 2026 16:26:43 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[Le 3c: concern, cause e countermeasure]]></title><link>https://businessroundtable.zohosites.eu/blogs/post/le-3c-concern-cause-e-countermeasure</link><description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" src="https://businessroundtable.zohosites.eu/images/g11fda4dcdc68f389b6ee147d9727302e09950ed84dcc7016b4e237d725ddfb46b08cd10f8bbfc471a1e77d6d519de9e9c6e91376d5363829ff62cbc25aa011d7_1280.jpg"/>Quante volte, in azienda, ti sei trovato davanti a un problema chiaro ma con soluzioni confuse, tardive o inefficaci? È qui che entra in gioco la regol ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_ROEKP8vySFSa_KS5gQGHnQ" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_3ysGrmbGSU6dX7iqt-45Qg" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_2eVHW1aFTmua44pB98gLpw" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_tUHMYd4EQZ6HgU7Ja2gRMQ" data-element-type="heading" class="zpelement zpelem-heading "><style></style><h2
 class="zpheading zpheading-align-center zpheading-align-mobile-center zpheading-align-tablet-center " data-editor="true"><span>Dalla confusione decisionale alla leadership lucida: perché i C-level che pensano per Concern, Cause e Countermeasure guidano aziende più solide.</span></h2></div>
<div data-element-id="elm_HtcSidKJQS2mS_6WxBcplQ" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align-center zptext-align-mobile-center zptext-align-tablet-center " data-editor="true"><p></p><div><div style="text-align:left;">Quante volte, in azienda, ti sei trovato davanti a un problema chiaro ma con soluzioni confuse, tardive o inefficaci?</div><div style="text-align:left;">È qui che entra in gioco la regola delle 3C: Concern, Cause, Countermeasure. Un modello semplice, quasi disarmante nella sua linearità, ma potentissimo se applicato con disciplina.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Non è un esercizio teorico: è una grammatica del pensiero manageriale, soprattutto per chi occupa ruoli C-level dove le decisioni hanno un impatto sistemico e non locale.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Partiamo dal principio.</div><div style="text-align:left;">Il Concern è il problema ma non “il problema” come lo si racconta al bar o in una riunione generica, è il problema formulato in modo preciso, osservabile, misurabile.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">I manager senior cadono spesso nella tentazione di saltare questo passaggio dando per scontato che tutti abbiano capito mentre in realtà, se il &quot;concern&quot; non è chiaro ogni discussione successiva è rumore.</div><div style="text-align:left;">Un buon C-level deve pretendere che il problema sia espresso in termini di impatto sul business: margini, rischio, clienti, persone, reputazione. Non “le vendite vanno male” ma “il fatturato del segmento X è in calo del 12% da tre trimestri”.</div><div style="text-align:left;">Poi arriva la Cause.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Qui si separano i decisori dai commentatori. Cercare la causa significa resistere alla scorciatoia della colpa e alla seduzione della soluzione rapida. La causa non è ciò che “sembra” ma ciò che spiega il fenomeno.</div><div style="text-align:left;">Per un manager apicale questo è il punto più delicato perché richiede metodo: dati, confronto, domande scomode, capacità di distinguere tra correlazione e causalità, senza questa fase si rischia di trattare i sintomi invece della malattia ed è così che le stesse criticità tornano, ciclicamente, travestite da nuovi problemi.</div><div style="text-align:left;">Infine, la Countermeasure. Non “una soluzione” ma la contromisura coerente con la causa individuata. Qui la parola chiave è coerenza. Una buona countermeasure è specifica, assegnata, monitorabile nel tempo.</div><div style="text-align:left;">Per un C-level significa tradurre l’analisi in decisioni operative chiare: chi fa cosa, entro quando, con quali indicatori di successo. Senza questo passaggio anche la migliore diagnosi resta sterile.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Perché questa regola è cruciale per i manager di vertice?</div><div style="text-align:left;">Perché il loro vero lavoro non è risolvere problemi singoli ma impostare il modo in cui l’organizzazione pensa i problemi. Se un CEO, un CFO o un COO accetta riunioni dove si salta dal problema alla soluzione senza passare dalle cause sta insegnando all’azienda a decidere male.</div><div style="text-align:left;">Applicare le 3C significa anche creare una cultura manageriale più matura: meno reazioni emotive, meno decisioni istintive, più lucidità. È una difesa naturale contro l’overconfidence tipica dei ruoli apicali e contro il rischio di muoversi troppo in fretta solo perché “si deve decidere”.</div><div style="text-align:left;">Nel contesto di Business Roundtable Italia questo approccio è centrale. Aiutiamo imprenditori e manager a strutturare il processo decisionale non solo a scegliere “cosa fare” ma come arrivare a farlo nel modo giusto. Le nostre attività di confronto, networking e sviluppo manageriale sono pensate proprio per allenare questa disciplina mentale che oggi fa la differenza tra chi governa la complessità e chi la subisce.</div><div style="text-align:left;">In un mondo aziendale sempre più veloce e rumoroso, la vera leadership non è decidere per primi. È decidere meglio. E le 3C sono un ottimo punto da cui partire.</div></div><p></p></div>
</div><div data-element-id="elm_iaKltPXaUt93IBpq9hnRgA" data-element-type="dividerText" class="zpelement zpelem-dividertext "><style type="text/css"></style><style></style><div class="zpdivider-container zpdivider-text zpdivider-align-center zpdivider-align-mobile-center zpdivider-align-tablet-center zpdivider-width100 zpdivider-line-style-solid zpdivider-style-none "><div class="zpdivider-common">DISCLAIMER lo scopo di questi articoli non è offrire una consulenza legale o fiscale ma alcuni esempi degli argomenti che vengono trattati alle riunioni di Business Roundtable</div>
</div></div><div data-element-id="elm_yR595qghrAsak52jMiHX8Q" data-element-type="button" class="zpelement zpelem-button "><style></style><div class="zpbutton-container zpbutton-align-center zpbutton-align-mobile-center zpbutton-align-tablet-center"><style type="text/css"></style><a class="zpbutton-wrapper zpbutton zpbutton-type-primary zpbutton-size-md zpbutton-style-oval " href="https://zfrmz.eu/pwSRPVasQHDYABv6FyGC" target="_blank" rel="nofollow noreferrer noopener"><span class="zpbutton-content">ISCRIVITI</span></a></div>
</div><div data-element-id="elm_1KVuUgU0PEq4VMAU9vYpjQ" data-element-type="image" class="zpelement zpelem-image "><style> @media (min-width: 992px) { [data-element-id="elm_1KVuUgU0PEq4VMAU9vYpjQ"] .zpimage-container figure img { width: 500px ; height: 333.33px ; } } </style><div data-caption-color="" data-size-tablet="" data-size-mobile="" data-align="center" data-tablet-image-separate="false" data-mobile-image-separate="false" class="zpimage-container zpimage-align-center zpimage-tablet-align-center zpimage-mobile-align-center zpimage-size-medium zpimage-tablet-fallback-fit zpimage-mobile-fallback-fit hb-lightbox " data-lightbox-options="
                type:fullscreen,
                theme:dark"><figure role="none" class="zpimage-data-ref"><span class="zpimage-anchor" role="link" tabindex="0" aria-label="Open Lightbox" style="cursor:pointer;"><picture><img class="zpimage zpimage-style-none zpimage-space-none " src="/images/premium_photo-1663045447502-69e5ad9a18a6" size="medium" data-lightbox="true"/></picture></span></figure></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Sat, 24 Jan 2026 18:02:31 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[Le migliori scuole in Italia: guida alla scelta tra qualità, rigore e opportunità]]></title><link>https://businessroundtable.zohosites.eu/blogs/post/le-migliori-scuole-in-italia-guida-alla-scelta-tra-qualità-rigore-e-opportunità</link><description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" src="https://businessroundtable.zohosites.eu/images/free-photo-of-joyous-graduation-day-celebration-outdoors.jpeg"/>Quando si parla di scuole “migliori” si rischia di cercare un podio ma la realtà è più interessante; la scuola giusta è quella che ti dà istruzione so ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_yCI8FPOnTB-_q9c5hIhkJQ" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_TanyiuxqQg6Xvpv5UWi55w" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_FJHtR6DuQWaJsPLmCibRYg" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_16AXKSgLT9eIIpZSk3ApAQ" data-element-type="heading" class="zpelement zpelem-heading "><style></style><h2
 class="zpheading zpheading-align-center zpheading-align-mobile-center zpheading-align-tablet-center " data-editor="true"><span>Scegliere “la migliore scuola” in Italia è davvero una questione di classifica o di futuro che vuoi costruire?</span></h2></div>
<div data-element-id="elm_xNWNsrL7TsiF2ZCatc0HuQ" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align-center zptext-align-mobile-center zptext-align-tablet-center " data-editor="true"><p></p><div><div style="text-align:left;">Quando si parla di scuole “migliori” si rischia di cercare un podio ma la realtà è più interessante; la scuola giusta è quella che ti dà istruzione solida, un ambiente esigente e una rete di relazioni che ti accompagna per decenni.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Per partire con i piedi per terra una bussola utile è Eduscopio della Fondazione Agnelli, una piattaforma gratuita che confronta le scuole superiori in base agli esiti dei diplomati (università o lavoro), città per città.&nbsp;</div></div><div style="text-align:left;">Puoi consultarla liberamente <a href="https://www.fondazioneagnelli.it/wp-content/uploads/2025/12/EDUSCOPIO-Comunicato-Stampa-Eduscopio-2025.pdf" title="QUI" rel="">QUI</a>&nbsp;</div><p></p><div style="text-align:left;">Eduscopio non “misura la fama” ma I risultati. Ad esempio ricostruisce i percorsi dei diplomati e sintetizza indicatori come performance universitarie (crediti, voti, regolarità) o inserimento lavorativo per poi attribuire medie alla scuola.</div><div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Licei e istituti “da rigore”.</div><div style="text-align:left;">Se cerchi severità (quella che ti fa crescere non quella che ti schiaccia) i licei ai vertici delle rilevazioni Eduscopio sono spesso scuole con aspettative alte, studio intenso e docenti abituati a “tirare su l’asticella”.</div><div style="text-align:left;">Nell’edizione 2025 alcune testate hanno riportato come punteggi molto alti emergano anche fuori dalle metropoli: il liceo “Giovanni Battista Ferrari” di Este (scienze applicate) è citato come primo in classifica generale, con altre scuole di provincia subito dietro.</div><div style="text-align:left;">Nelle grandi città invece il tema è spesso: eccellenza + competizione.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">A Milano, per esempio, vengono citati il Berchet (classico) e il Volta (scientifico) tra i riferimenti dell’edizione 2025.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Qui la “qualità dell’istruzione” si vede nella tenuta nel lungo periodo: metodo di studio, capacità di scrivere e argomentare, disciplina mentale. La rete di conoscenze nasce dalla continuità: classi stabili, legami forti, tradizioni, e spesso comunità di ex studenti molto attive.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Scuole internazionali e collegi: rete globale, vita comunitaria</div><div style="text-align:left;">Se l’obiettivo è massimizzare conoscenze utili “per tutta la vita” la dimensione residenziale o internazionale è un acceleratore: vivi insieme, lavori in gruppo, impari a convivere con differenze vere.</div><div style="text-align:left;">Un esempio unico in Italia è UWC Adriatic a Duino (Trieste), parte del movimento United World Colleges: accoglie studenti da tutto il mondo (16–19 anni) e propone un percorso biennale verso il baccellierato internazionale.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Anche alcune scuole internazionali con boarding puntano su rigore e formazione completa. H-FARM International School, per esempio, è registrata come IB World School e offre programmi IB; l’IB Diploma è descritto come un percorso biennale “rigoroso” e academicamente sfidante.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Qui l’esperienza fa metà del valore: sport, arte, service learning, leadership, progetti interdisciplinari.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">La severità è spesso “da standard”: rubriche chiare, carichi costanti, valutazioni strutturate.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">La domanda che conta davvero: che tipo di persona vuoi far diventare?</div><div style="text-align:left;">Una scuola eccellente non è solo “più brava a insegnare” è più brava a creare contesti: abitudini, ambizione, amicizie, senso del dovere.</div><div style="text-align:left;">Per scegliere bene guarda tre cose: i risultati verificabili, la cultura quotidiana (studio, regole, attenzione ai dettagli) e le opportunità di rete (alumni, partnership, scambi, collegi).</div><div style="text-align:left;">Poi c’è un dettaglio spesso sottovalutato: le reti vanno coltivate anche dopo la campanella. Se la scuola è il luogo dove nascono i primi legami forti, un ecosistema di networking come Business Roundtable può aiutare a farli maturare: incontri con imprenditori e professionisti, scambi di opportunità, mentorship e contatti trasversali tra settori. Nel mondo reale, il talento corre più veloce quando ha una buona mappa di relazioni.</div><div style="text-align:left;">Alla fine, “migliore” significa: un posto che ti rende più competente, più disciplinato e più connesso. E che, tra dieci anni, ti faccia dire: lì ho imparato a stare al mondo.</div></div></div>
</div><div data-element-id="elm_RPMq10ogN8Nx_GBPqnzyLw" data-element-type="dividerText" class="zpelement zpelem-dividertext "><style type="text/css"></style><style></style><div class="zpdivider-container zpdivider-text zpdivider-align-center zpdivider-align-mobile-center zpdivider-align-tablet-center zpdivider-width100 zpdivider-line-style-solid zpdivider-style-none "><div class="zpdivider-common">DISCLAIMER lo scopo di questi articoli non è offrire una consulenza legale o fiscale ma alcuni esempi degli argomenti che vengono trattati alle riunioni di Business Roundtable</div>
</div></div><div data-element-id="elm_sol0CG8h4DRKAHvqLU5hXQ" data-element-type="button" class="zpelement zpelem-button "><style></style><div class="zpbutton-container zpbutton-align-center zpbutton-align-mobile-center zpbutton-align-tablet-center"><style type="text/css"></style><a class="zpbutton-wrapper zpbutton zpbutton-type-primary zpbutton-size-md zpbutton-style-oval " href="https://zfrmz.eu/pwSRPVasQHDYABv6FyGC" target="_blank" rel="nofollow noreferrer noopener"><span class="zpbutton-content">ISCRIVITI</span></a></div>
</div><div data-element-id="elm_tSDRiK0CH1ZpwqIo1fk7Lw" data-element-type="image" class="zpelement zpelem-image "><style> @media (min-width: 992px) { [data-element-id="elm_tSDRiK0CH1ZpwqIo1fk7Lw"] .zpimage-container figure img { width: 500px ; height: 356.33px ; } } </style><div data-caption-color="" data-size-tablet="" data-size-mobile="" data-align="center" data-tablet-image-separate="false" data-mobile-image-separate="false" class="zpimage-container zpimage-align-center zpimage-tablet-align-center zpimage-mobile-align-center zpimage-size-medium zpimage-tablet-fallback-fit zpimage-mobile-fallback-fit hb-lightbox " data-lightbox-options="
                type:fullscreen,
                theme:dark"><figure role="none" class="zpimage-data-ref"><span class="zpimage-anchor" role="link" tabindex="0" aria-label="Open Lightbox" style="cursor:pointer;"><picture><img class="zpimage zpimage-style-none zpimage-space-none " src="/images/photo-1658235081452-c2ded30b8d9f" size="medium" data-lightbox="true"/></picture></span></figure></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Sat, 10 Jan 2026 14:22:22 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[Trasformare i no in clienti: la discovery che costruisce fiducia e vendite]]></title><link>https://businessroundtable.zohosites.eu/blogs/post/trasformare-i-no-in-clienti-la-discovery-che-costruisce-fiducia-e-vendite</link><description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" src="https://businessroundtable.zohosites.eu/images/premium_photo-1664472691289-825176bca360"/>Ti è mai capitato di uscire da una call pensando “è andata bene” e poi di ricevere un silenzio totale o un no secco? Il punto non è la proposta. Il pun ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_-V44c3oMRUqq6zJNDtfXXg" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_faPPiajgTZeypx1r6TzNog" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_eYmBkckdQCWX4UaEXM_f7w" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_36nOWVq4Tryrv6MUFNFN8w" data-element-type="heading" class="zpelement zpelem-heading "><style></style><h2
 class="zpheading zpheading-align-center zpheading-align-mobile-center zpheading-align-tablet-center " data-editor="true"><span>Perché tenere un elenco dei rifiuti e partire con la prima domanda giusta cambia il modo in cui vendi (e come vieni percepito).</span></h2></div>
<div data-element-id="elm_JQk8dhAmQzC0odlBfs3DXA" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align-center zptext-align-mobile-center zptext-align-tablet-center " data-editor="true"><p></p><div><div style="text-align:left;">Ti è mai capitato di uscire da una call pensando “è andata bene” e poi di ricevere un silenzio totale o un no secco?</div><div style="text-align:left;">Il punto non è la proposta. Il punto è tutto quello che succede prima.</div><div style="text-align:left;">La &quot;discovery&quot; è il vero campo di battaglia è lì si vince o si perde la fiducia, la percezione di valore e, soprattutto, la chiarezza del problema e quando arriva un no la reazione istintiva è archiviare e correre oltre.</div><div style="text-align:left;">Errore strategico, scopriamo insieme il potere sottovalutato del no</div><div style="text-align:left;">Un no non è solo un rifiuto è un'informazione, è una diagnosi che non hai ancora saputo leggere ee lo tratti come fallimento, ti resta solo l’amaro in bocca ma se lo tratti come dato, diventa un manuale gratuito su come migliorare processo, comunicazione e posizionamento.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Tenere un elenco dei no.</div><div style="text-align:left;">Tenere un elenco dei no è una disciplina non un vezzo.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Serve perché la memoria mente: ricordiamo le call “che ci hanno colpito” non quelle che spiegano davvero i nostri buchi.</div><div style="text-align:left;">Un elenco ti fa vedere i pattern. Quali obiezioni tornano sempre? Quali settori ti dicono “non è il momento”?&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Quali interlocutori ti dicono “devo sentire il socio” troppo tardi quando ormai hai già lavorato per niente?</div><div style="text-align:left;">Un elenco ti aiuta a distinguere tra no “definitivi” e no “informativi”.</div><div style="text-align:left;">“No budget” può voler dire che non hai quantificato l’impatto del rischio.</div><div style="text-align:left;">“No urgenza” spesso significa che non hai fatto emergere il costo dell’inazione.</div><div style="text-align:left;">“No fiducia” di solito nasce da una &quot;discovery&quot; superficiale o troppo veloce.</div><div style="text-align:left;">Un elenco dei no ti permette anche di creare follow-up intelligenti.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Se il no è “timing”, lo metti a calendario con una data reale.</div><div style="text-align:left;">Se è “priorità diverse” torni con un contenuto mirato su quel punto non con un “ciao, novità?”.</div><div style="text-align:left;">La prima domanda è quella che cambia la discovery, molti iniziano con domande educate ma inutili “Mi parli della sua azienda.” oppure peggio “qual è il budget?”&nbsp;</div><div style="text-align:left;">La prima domanda deve agganciarsi al motivo reale della call, una formula efficace è questa &quot;Cosa ti ha spinto a fissare questa call proprio adesso?” è potente perché fa emergere contesto, urgenza e aspettative e ti evita di correre a prescrivere prima di aver capito la malattia.</div><div style="text-align:left;">Da lì, l’ordine conta.</div><div style="text-align:left;">Prima il contesto, poi l’esposizione al rischio, l’impatto economico e operativo e solo dopo, le opzioni e, alla fine, il prezzo.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Un metodo semplice: dal no al sì</div><div style="text-align:left;">Quando ricevi un no aggiungilo all’elenco con tre campi.</div><div style="text-align:left;">Motivo dichiarato.</div><div style="text-align:left;">Motivo probabile (quello che hai capito ascoltando tra le righe).</div><div style="text-align:left;">Errore di processo (cosa avresti potuto fare prima in discovery).</div><div style="text-align:left;">Dopo 20-30 no, avrai un patrimonio: una mappa dei tuoi punti ciechi e a quel punto la crescita smette di essere “speranza” e diventa metodo, dove entriamo noi.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Se inizi bene con la prima domanda e tratti i no come dati, la vendita smette di essere una spinta, diventa la conseguenza naturale di una comprensione superiore.</div></div><p></p></div>
</div><div data-element-id="elm_9kIjpU_1e5o_QPBKjs_e0w" data-element-type="dividerText" class="zpelement zpelem-dividertext "><style type="text/css"></style><style></style><div class="zpdivider-container zpdivider-text zpdivider-align-center zpdivider-align-mobile-center zpdivider-align-tablet-center zpdivider-width100 zpdivider-line-style-solid zpdivider-style-none "><div class="zpdivider-common">DISCLAIMER lo scopo di questi articoli non è offrire una consulenza legale o fiscale ma alcuni esempi degli argomenti che vengono trattati alle riunioni di Business Roundtable</div>
</div></div><div data-element-id="elm_3A5x0geRCUyw_W0c8aztYQ" data-element-type="button" class="zpelement zpelem-button "><style></style><div class="zpbutton-container zpbutton-align-center zpbutton-align-mobile-center zpbutton-align-tablet-center"><style type="text/css"></style><a class="zpbutton-wrapper zpbutton zpbutton-type-primary zpbutton-size-md zpbutton-style-oval " href="https://zfrmz.eu/pwSRPVasQHDYABv6FyGC" target="_blank" rel="nofollow noreferrer noopener"><span class="zpbutton-content">ISCRIVITI</span></a></div>
</div><div data-element-id="elm_qY0GRC5YR3qKlesecnTRdg" data-element-type="image" class="zpelement zpelem-image "><style> @media (min-width: 992px) { [data-element-id="elm_qY0GRC5YR3qKlesecnTRdg"] .zpimage-container figure img { width: 500px ; height: 750.00px ; } } </style><div data-caption-color="" data-size-tablet="" data-size-mobile="" data-align="center" data-tablet-image-separate="false" data-mobile-image-separate="false" class="zpimage-container zpimage-align-center zpimage-tablet-align-center zpimage-mobile-align-center zpimage-size-medium zpimage-tablet-fallback-fit zpimage-mobile-fallback-fit hb-lightbox " data-lightbox-options="
                type:fullscreen,
                theme:dark"><figure role="none" class="zpimage-data-ref"><span class="zpimage-anchor" role="link" tabindex="0" aria-label="Open Lightbox" style="cursor:pointer;"><picture><img class="zpimage zpimage-style-none zpimage-space-none " src="/images/premium_photo-1673468922221-4cae4d1aa748" size="medium" data-lightbox="true"/></picture></span></figure></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Fri, 02 Jan 2026 15:02:37 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[Signori e Signore che servono Signori e Signore]]></title><link>https://businessroundtable.zohosites.eu/blogs/post/signori-e-signore-che-servono-signori-e-signore</link><description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" src="https://businessroundtable.zohosites.eu/images/photo-1756327499602-5a4c828f2063"/>Nel 1983 quando Horst Schulze contribuì a costruire il moderno Ritz-Carlton mise sul tavolo una domanda che per molti albergatori suonava come un’eres ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_Ixwh0s1ORw6Wwk3hV2QD5w" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_P7ZVeyV3RUyzHGvIRtsofA" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_X9KKU-X8Rh227uZvrqR2WQ" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_YeajeEthTt2zU_DtOWXVJA" data-element-type="heading" class="zpelement zpelem-heading "><style></style><h2
 class="zpheading zpheading-align-center zpheading-align-mobile-center zpheading-align-tablet-center " data-editor="true"><span>Il lusso come fiducia: la lezione dei “2.000 dollari” del Ritz-Carlton.</span></h2></div>
<div data-element-id="elm_Q0p5cuzqS3m5rRNf8bi6Cg" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align-center zptext-align-mobile-center zptext-align-tablet-center " data-editor="true"><p></p><div><div style="text-align:left;">Nel 1983 quando Horst Schulze contribuì a costruire il moderno Ritz-Carlton mise sul tavolo una domanda che per molti albergatori suonava come un’eresia: e se il vero lusso non fosse marmo e cristallo ma fiducia?</div><div style="text-align:left;">La risposta non fu uno slogan.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Fu una scelta operativa.</div><div style="text-align:left;">Ogni dipendente, dal facchino alla cameriera ai piani, ricevette l’autorità di spendere fino a 2.000 dollari per ospite, per singolo incidente, senza chiedere il permesso a un manager non per fare scena ma per riparare un’esperienza subito e senza por tempo in mezzo.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Qui il punto è più sottile del budget.</div><div style="text-align:left;">Quel numero non serviva a “pagare” la soddisfazione. Serviva a comunicare qualcosa senza precedenti nel rapporto con i subordinati &quot;ti consideriamo una persona capace di giudizio&quot;.</div><div style="text-align:left;">In un’industria abituata a firme, moduli e autorizzazioni la regola del Ritz-Carlton ribaltava la logica.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Se sei vicino al cliente, sei nella posizione migliore per giudicare il problema e fornire la soluzione.</div><div style="text-align:left;">Quella scelta si rivelò una magia vera, un servizio che smette di essere un copione recitato e diventa umano, vicino, qualcosa che puoi aspettarti a casa ma che non pensavi mai di trovare in un albergo.</div><div style="text-align:left;">I risultati non rimasero nel campo delle belle storie. Il Ritz-Carlton ottenne il Malcolm Baldrige National Quality Award prima nel 1992 e poi ancora nel 1999, un primato raro per una catena alberghiera.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Schulze lasciò l’operatività quotidiana e fondò Capella Hotel Group portandosi dietro la stessa ossessione per cultura e standard.&nbsp;</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Fin qui il racconto di un caso di successo ma cosa ci dice per la nostra di azienda, fatta di clienti reali e margini reali.</div><div style="text-align:left;">La lezione non è “spendi di più”, troppo banale, è “sposta la responsabilità dove accade il problema” esattamente nel punto in cui un problema nasce c'è anche la soluzione ed è l'unico tempo in cui può essere risolto prima di diventare una lamentela, una recensione velenosa o un cliente perso.</div><div style="text-align:left;">Come si traduce, concretamente?</div><div style="text-align:left;">Definisci un perimetro chiaro di autonomia. Non serve una cifra da hotel di lusso, serve un limite semplice, comprensibile e “usabile” dal team. Un tetto che dica: puoi agire senza chiedere purché tu stia proteggendo fiducia e relazione.</div><div style="text-align:left;">Costruisci valori più semplici delle procedure.</div><div style="text-align:left;">Il Ritz-Carlton è famoso per la frase “Ladies and Gentlemen serving Ladies and Gentlemen” ma ciò che conta è l’effetto se tratti le persone come professionisti tenderanno a comportarsi da professionisti.</div><div style="text-align:left;">Le procedure sono utili ma spesso diventano stampelle per chi non si fida.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">La cultura invece è un sistema operativo che gira anche quando il manuale non ha la risposta.</div><div style="text-align:left;">Trasforma l’errore in apprendimento non in processo punitivo.</div><div style="text-align:left;">Il vero empowerment fa paura perché implica che, ogni tanto, qualcuno sbaglierà.</div><div style="text-align:left;">Se al primo errore togli autonomia hai appena insegnato al team che la responsabilità è una trappola mentre se fai un “debrief” rapido e concreto hai trasformato un costo in miglioramento.</div><div style="text-align:left;">Misura ciò che conta davvero.</div><div style="text-align:left;">Molte aziende misurano il costo immediato di un gesto (sconto, omaggio, rifacimento, tempo extra) e non misurano il costo invisibile del non farlo: passaparola negativo, tempo speso in escalation, reputazione, energia emotiva bruciata.</div><div style="text-align:left;">Il lusso, nel mondo reale, è ridurre l'attrito.</div><div style="text-align:left;">Allena l’occhio per i dettagli “prevenienti”.</div><div style="text-align:left;">Le storie più potenti non sono quelle in cui si rimedia a un disastro ma quelle in cui qualcuno nota un problema prima che il cliente lo verbalizzi.</div><div style="text-align:left;">Quello è il vero upgrade, passare dal “risolvere” al “prendersi cura”.</div><div style="text-align:left;">Alla fine i pavimenti in marmo sono costosi ma alla portata di tutti, la fiducia è più difficile perché costringe il management a rinunciare a una parte di controllo a è proprio lì che nascono le aziende memorabili quando le persone più vicine al cliente non devono chiedere il permesso di fare la cosa giusta e la fanno.</div></div><div style="text-align:left;">Perché la persona migliore per capire cosa desidera un Signore è un altro Signore.</div><p></p></div>
</div><div data-element-id="elm_bTWSzMIJWkqhtShvnkFPUA" data-element-type="dividerText" class="zpelement zpelem-dividertext "><style type="text/css"></style><style></style><div class="zpdivider-container zpdivider-text zpdivider-align-center zpdivider-align-mobile-center zpdivider-align-tablet-center zpdivider-width100 zpdivider-line-style-solid zpdivider-style-none "><div class="zpdivider-common">DISCLAIMER lo scopo di questi articoli non è offrire una consulenza legale o fiscale ma alcuni esempi degli argomenti che vengono trattati alle riunioni di Business Roundtable</div>
</div></div><div data-element-id="elm_HkFkmKa9Y8jnR_YeWvgNEQ" data-element-type="button" class="zpelement zpelem-button "><style></style><div class="zpbutton-container zpbutton-align-center zpbutton-align-mobile-center zpbutton-align-tablet-center"><style type="text/css"></style><a class="zpbutton-wrapper zpbutton zpbutton-type-primary zpbutton-size-md zpbutton-style-oval " href="https://zfrmz.eu/pwSRPVasQHDYABv6FyGC" target="_blank" rel="nofollow noreferrer noopener"><span class="zpbutton-content">ISCRIVITI</span></a></div>
</div><div data-element-id="elm_pn6VpNG4gFKojnuRJTJFuw" data-element-type="image" class="zpelement zpelem-image "><style> @media (min-width: 992px) { [data-element-id="elm_pn6VpNG4gFKojnuRJTJFuw"] .zpimage-container figure img { width: 500px ; height: 400.00px ; } } </style><div data-caption-color="" data-size-tablet="" data-size-mobile="" data-align="center" data-tablet-image-separate="false" data-mobile-image-separate="false" class="zpimage-container zpimage-align-center zpimage-tablet-align-center zpimage-mobile-align-center zpimage-size-medium zpimage-tablet-fallback-fit zpimage-mobile-fallback-fit hb-lightbox " data-lightbox-options="
                type:fullscreen,
                theme:dark"><figure role="none" class="zpimage-data-ref"><span class="zpimage-anchor" role="link" tabindex="0" aria-label="Open Lightbox" style="cursor:pointer;"><picture><img class="zpimage zpimage-style-none zpimage-space-none " src="/images/pexels-photo-11634988.png" size="medium" data-lightbox="true"/></picture></span></figure></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Mon, 29 Dec 2025 18:26:53 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[Cos'è il referral marketing]]></title><link>https://businessroundtable.zohosites.eu/blogs/post/cos-è-il-referral-marketing</link><description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" src="https://businessroundtable.zohosites.eu/images/network-889354_1280.jpg"/>Quando si parla di referral marketing molti pensano a codici sconto e link tracciati mentre noi sappiamo che nei network invece il referral marketing ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_LrrNrYsIRqSDMgNZo3VR7Q" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_bvR-Gy8URKW3CudYl4fB5Q" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_X-MdQdLMQNeNujgKSRaJNw" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_vHqO3PmGTzqeSOUxqvi-mQ" data-element-type="heading" class="zpelement zpelem-heading "><style></style><h2
 class="zpheading zpheading-align-center zpheading-align-mobile-center zpheading-align-tablet-center " data-editor="true"><span>Guida pratica al passaparola: fiducia, referral caldi, 1-to-1, metriche e errori da evitare per trasformare contatti in clienti</span></h2></div>
<div data-element-id="elm_kbftrtHFRte7Lxb1vDGdmQ" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align-center zptext-align-mobile-center zptext-align-tablet-center " data-editor="true"><p></p><div><div style="text-align:left;"></div><div><div style="text-align:left;">Quando si parla di referral marketing molti pensano a codici sconto e link tracciati mentre noi sappiamo che nei network invece il referral marketing è una disciplina sociale organizzata.</div><div style="text-align:left;">Non è “porta un amico e prendi un premio” ma un sistema per creare fiducia, reputazione e scambio di opportunità tra professionisti ed imprese, con regole, rituali e responsabilità.</div><div style="text-align:left;">La logica di base è fiducia prima, segnalazioni poi. Nel network il referral non nasce da una promo ma da un contesto ripetuto e prevedibile: incontri regolari, presentazioni, aggiornamenti e conversazioni 1-to-1.</div><div style="text-align:left;">La ripetizione costruisce familiarità.</div><div style="text-align:left;">La familiarità, quando è accompagnata da competenza e affidabilità, diventa fiducia e quest'ultima è la valuta che permette a qualcuno di “metterci la faccia” presentandoti a un suo contatto.</div><div style="text-align:left;">Il vero “incentivo” non è economico, qui il premio non è uno sconto ma status, reciprocità e ritorno reputazionale.</div><div style="text-align:left;">Se porto un’opportunità buona diventerò una persona utile nel gruppo e, se tu la gestirai bene, aumenterai il mio capitale di fiducia perché non mi hai fatto fare una brutta figura, anzi, avrai aumentato la mia reputazione presso l'azienda che ti ho presentato.</div><div style="text-align:left;">È un circuito, dove la parola chiave è “responsabilità”. Un referral mal gestito danneggia due persone, non una sola.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Referral caldo/Referral freddo</div><div style="text-align:left;">Nei network strutturati esistono, di fatto, due categorie.</div><div style="text-align:left;">Il referral freddo è “ti passo un contatto, poi arrangiatevi”.</div><div style="text-align:left;">Il referral caldo è una presentazione vera, spesso con contesto e posizionamento perché vi state parlando, cosa serve, quali aspettative, quali vincoli.</div><div style="text-align:left;">Nel referral marketing l’obiettivo è avere sempre un referral caldo, meno numeroso, ma molto più potente e soprattutto con molte più probabilità di trasformarsi in un risultato concreto non in un “sentiamoci” che muore in chat.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Come si genera un referral: dal bisogno al matching.</div><div style="text-align:left;">Un network funziona bene quando il gruppo impara a fare tre cose.</div><div style="text-align:left;">La prima è ascoltare bisogni reali non generici. “Cerco clienti” non è un bisogno.</div><div style="text-align:left;">“Cerco aziende metalmeccaniche tra 30 e 200 dipendenti che esportano e hanno problemi di supply chain” è un bisogno.</div><div style="text-align:left;">La seconda è tradurre quel bisogno in segnali riconoscibili nel mondo esterno.</div><div style="text-align:left;">Cosa deve notare un membro quando parla con un suo contatto per dire: “questa cosa è per te”?</div><div style="text-align:left;">La terza è fare il match nel modo più pulito possibile.</div><div style="text-align:left;">Introduzione, contesto, prossimi step non basta “vi metto in cc”.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">La parte che tutti sottovalutano: formazione e linguaggio.</div><div style="text-align:left;">In un network ognuno diventa un “sales rep part-time” degli altri e per farlo bene servono frasi, esempi e confini.</div><div style="text-align:left;">Cosa fai esattamente? Qual è il tuo cliente ideale? Qual è un caso tipico che risolvi? Qual è un campanello d’allarme che indica che non sei tu la persona giusta?</div><div style="text-align:left;">Se non dai al gruppo queste risposte, le segnalazioni diventeranno casuali e imprecise e l’imprecisione è il nemico numero uno del referral.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Come si misura il valore senza impazzire?</div><div style="text-align:left;">Qui non hai sempre tracciamenti perfetti come nel digitale ma puoi misurare bene lo stesso.</div><div style="text-align:left;">Quante presentazioni 1-to-1 fai al mese? Quanti contatti ricevi? Quanti diventano appuntamenti? Quanti diventano clienti?</div><div style="text-align:left;">E sopra a tutto qual è la qualità media dei clienti ottenuti tramite network rispetto ad altri canali?</div><div style="text-align:left;">Un indicatore molto utile è la velocità di fiducia.</div><div style="text-align:left;">Se un cliente arriva da referral caldo spesso salta molte barriere iniziali e chiede meno “prove” prima di decidere.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Gli errori da non fare.</div><div style="text-align:left;">Il più comune è chiedere referral prima di meritarseli, se sei nuovo e parti con “avete qualcuno da presentarmi?” sembri un raccoglitore di contatti non un professionista.</div><div style="text-align:left;">Un altro errore è essere vaghi. Se non sei specifico costringi gli altri a indovinare a chi potresti essere utile.</div><div style="text-align:left;">Poi c’è l’errore opposto: essere troppo rigidi. Se definisci un cliente ideale come una creatura mitologica rarissima nessuno lo incontrerà mai.</div><div style="text-align:left;">Infine il peccato mortale: non aggiornare.</div><div style="text-align:left;">Se ricevi un referral e sparisci il gruppo smette di fidarsi.</div><div style="text-align:left;">Un network vive di feedback: “contattato”, “appuntamento fissato”, “non in target”, “opportunità aperta”.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Il modo giusto di “restituire”</div><div style="text-align:left;">Nei network la reciprocità non è baratto diretto, non è “tu mi dai un referral e io te ne do uno” ma contribuire al sistema.</div><div style="text-align:left;">Puoi farlo in tre modi.</div><div style="text-align:left;">Portando opportunità quando riconosci un match.</div><div style="text-align:left;">Aiutando gli altri a migliorare la propria chiarezza commerciale (domande, esempi, presentazioni).</div><div style="text-align:left;">Proteggendo la qualità: se un contatto non è adatto dillo subito, evita tempo perso e attriti.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">La conclusione fa sorridere ma è vera</div><div style="text-align:left;">I network di referral marketing sono una macchina sociale per trasformare fiducia in opportunità, non sono magia ma sono metodo e la regola è quasi comica nella sua semplicità: chi fa fare bella figura agli altri riceve più presentazioni.</div><div style="text-align:left;">Chi fa perdere tempo o crea imbarazzo viene lentamente “spento” dal sistema.</div><div style="text-align:left;">È selezione naturale ma con cravatta e caffè.</div></div><div style="text-align:left;"></div></div><p></p></div>
</div><div data-element-id="elm_b2kT_NxXQ32dfGMz6CC07Q" data-element-type="dividerText" class="zpelement zpelem-dividertext "><style type="text/css"></style><style></style><div class="zpdivider-container zpdivider-text zpdivider-align-center zpdivider-align-mobile-center zpdivider-align-tablet-center zpdivider-width100 zpdivider-line-style-solid zpdivider-style-none "><div class="zpdivider-common">DISCLAIMER lo scopo di questi articoli non è offrire una consulenza legale o fiscale ma alcuni esempi degli argomenti che vengono trattati alle riunioni di Business Roundtable</div>
</div></div><div data-element-id="elm_cRnnJ_aRaHG_hYHoqpuEGw" data-element-type="button" class="zpelement zpelem-button "><style></style><div class="zpbutton-container zpbutton-align-center zpbutton-align-mobile-center zpbutton-align-tablet-center"><style type="text/css"></style><a class="zpbutton-wrapper zpbutton zpbutton-type-primary zpbutton-size-md zpbutton-style-oval " href="https://zfrmz.eu/pwSRPVasQHDYABv6FyGC" target="_blank" rel="nofollow noreferrer noopener"><span class="zpbutton-content">ISCRIVITI</span></a></div>
</div><div data-element-id="elm_XvjTH906ukN3jwaShIWx1g" data-element-type="image" class="zpelement zpelem-image "><style> @media (min-width: 992px) { [data-element-id="elm_XvjTH906ukN3jwaShIWx1g"] .zpimage-container figure img { width: 500px ; height: 333.33px ; } } </style><div data-caption-color="" data-size-tablet="" data-size-mobile="" data-align="center" data-tablet-image-separate="false" data-mobile-image-separate="false" class="zpimage-container zpimage-align-center zpimage-tablet-align-center zpimage-mobile-align-center zpimage-size-medium zpimage-tablet-fallback-fit zpimage-mobile-fallback-fit hb-lightbox " data-lightbox-options="
                type:fullscreen,
                theme:dark"><figure role="none" class="zpimage-data-ref"><span class="zpimage-anchor" role="link" tabindex="0" aria-label="Open Lightbox" style="cursor:pointer;"><picture><img class="zpimage zpimage-style-none zpimage-space-none " src="/images/photo-1517048676732-d65bc937f952" size="medium" data-lightbox="true"/></picture></span></figure></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Sat, 27 Dec 2025 16:56:54 +0100</pubDate></item><item><title><![CDATA[Rolex ovvero quando la proprietà è No Profit]]></title><link>https://businessroundtable.zohosites.eu/blogs/post/rolex-ovvero-quando-la-proprietà-è-no-profit</link><description><![CDATA[<img align="left" hspace="5" src="https://businessroundtable.zohosites.eu/images/rolex-8174269_1280.jpg"/>Rolex è uno di quei marchi che sembrano esistere in una dimensione parallela, tutti ne parlano ma quasi nessuno conosce davvero l’azienda. Non è quota ]]></description><content:encoded><![CDATA[<div class="zpcontent-container blogpost-container "><div data-element-id="elm_YwH2iY92TX2dEiVBC7rOYA" data-element-type="section" class="zpsection "><style type="text/css"></style><div class="zpcontainer-fluid zpcontainer"><div data-element-id="elm_H6OkQmLARbKgd3DjREbJBg" data-element-type="row" class="zprow zprow-container zpalign-items- zpjustify-content- " data-equal-column=""><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_7Ba2MYQsToep7H1E65Muww" data-element-type="column" class="zpelem-col zpcol-12 zpcol-md-12 zpcol-sm-12 zpalign-self- "><style type="text/css"></style><div data-element-id="elm_1Z8E0FPbQ2-KVK94-x_Xag" data-element-type="heading" class="zpelement zpelem-heading "><style></style><h2
 class="zpheading zpheading-align-center zpheading-align-mobile-center zpheading-align-tablet-center " data-editor="true"><span>Il “caso Rolex”: quando il proprietario è una Fondazione e il profitto smette di essere l’unico obiettivo.</span></h2></div>
<div data-element-id="elm_m7rvKu8HTD6HjzshvQw3sA" data-element-type="text" class="zpelement zpelem-text "><style></style><div class="zptext zptext-align-center zptext-align-mobile-center zptext-align-tablet-center " data-editor="true"><p></p><div><div style="text-align:left;">Rolex è uno di quei marchi che sembrano esistere in una dimensione parallela, tutti ne parlano ma quasi nessuno conosce davvero l’azienda. Non è quotata, non fa conference call, non pubblica un bilancio dettagliato come fanno i colossi del lusso in Borsa e poi c’è quella voce che torna ciclicamente, come un orologio, Rolex è una non-profit.</div><div style="text-align:left;">La verità è più interessante e più svizzera nel senso migliore: ordinata, pragmatica, un po’ riservata.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Rolex non è un ente benefico ma il suo azionista sì.</div><div style="text-align:left;">Rolex SA è un’azienda commerciale a tutti gli effetti, vende prodotti, fa margini, investe in manifattura e tecnologia ma la particolarità è chi incassa (eventualmente) i dividendi perché il gruppo Rolex è di proprietà della Fondation Hans Wilsdorf, una fondazione privata di diritto svizzero.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Sul sito della Fondazione la cosa è specificata in modo esplicito: creata nel 1945 è una “fondazione azionista” proprietaria del gruppo Rolex e trae i suoi ricavi dai dividendi del gruppo per agire secondo finalità di interesse pubblico.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Questa architettura produce un paradosso apparente: Rolex può essere estremamente profittevole ma il suo “ultimo proprietario” non è una famiglia di azionisti da remunerare né un mercato da compiacere trimestre dopo trimestre. È una fondazione con scopi pubblici.</div><div style="text-align:left;">Cosa cambia, davvero, quando non devi piacere alla Borsa?</div><div style="text-align:left;">In un’impresa quotata il profitto non è solo un risultato: è anche una promessa ricorrente.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Nel caso Rolex quel tipo di pressione è attenuata anche se non eliminata del tutto.</div><div style="text-align:left;">Il punto è che la governance può permettersi un orizzonte più lungo: investimenti industriali pesanti, scelte conservative sulla qualità, controllo della distribuzione e un’ossessione quasi monastica per la reputazione.</div><div style="text-align:left;">Anche il “silenzio” aziendale diventa parte del modello: da privata Rolex non è tenuta a comportarsi come una società che deve rendicontare al pubblico con la stessa granularità di una quotata.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Fonti di settore sottolineano proprio questo: azienda privata, niente report finanziari pubblici, stime esterne al posto di numeri ufficiali.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Questa opacità, però, è una lama a doppio taglio: alimenta mito e desiderio ma rende più difficile capire quanta ricchezza venga reinvestita, quanta distribuita come dividendi alla Fondazione e come poi allocata in progetti di utilità pubblica.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Ricerca, sviluppo e “ingegneria della durata”</div><div style="text-align:left;">Quando dici “ricerca e sviluppo” nel contesto Rolex ci sono due piani.</div><div style="text-align:left;">Piano industriale (R&amp;D interno), Rolex enfatizza standard e test interni: la certificazione “Superlative Chronometer” si basa su prove condotte nei laboratori Rolex con validazioni periodiche da parte di un’organizzazione esterna indipendente.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Non è solo marketing, è un modo per difendere una promessa centrale del brand — la durata, l’affidabilità, la manutenzione prevedibile. In un mondo dove molte aziende inseguono la novità “a ciclo rapido” Rolex gioca un gioco più lento: miglioramenti incrementali, ossessione per processi e tolleranze, industrializzazione della qualità.</div><div style="text-align:left;">Piano “ricerca” come impatto sociale: Rolex (attraverso le sue piattaforme pubbliche) racconta un impegno anche su scienza e innovazione applicata, su Rolex.org esiste un’area “Science – Perpetuating knowledge” che presenta e sostiene persone e progetti in scienza, salute e tecnologia.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Qui il “profitto per il profitto” perde centralità: il denaro generato da un’impresa commerciale diventa carburante per iniziative che cercano di lasciare qualcosa di utile fuori dal perimetro del prodotto.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Beneficenza e programmi “Perpetual”: il profitto come mezzo, non come fine</div><div style="text-align:left;">Rolex ha costruito negli anni un ecosistema di iniziative filantropiche e culturali molto strutturate (non semplici sponsorizzazioni spot).</div><div style="text-align:left;">Rolex Awards for Enterprise: programma creato nel 1976 (inizialmente per il 50° anniversario dell’Oyster) poi trasformato in iniziativa continuativa di supporto a progetti che migliorano la vita e proteggono il pianeta.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Perpetual Planet: iniziativa che incornicia l’impegno su ambiente, conservazione e ricerca legata alle grandi sfide planetarie.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Perpetual Arts: un “portafoglio” culturale che va da musica a cinema, architettura, teatro e arti visive con l’idea della trasmissione di competenze tra generazioni.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">E poi c’è la Fondazione azionista che — almeno per quanto dichiara direttamente — concentra molti interventi su sociale e salute, formazione e inserimento professionale, cultura, umanitario, animali ed ecosistemi, con un forte focus su Ginevra e, per alcuni ambiti, anche internazionale.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Questo è il cuore del “caso Rolex”, non è che l’azienda rifiuti il profitto, è che lo disinnesca come unico scopo ultimo perché l’assetto proprietario rende legittimo trattarlo come risorsa da reinvestire e redistribuire secondo una missione.</div><div style="text-align:left;">La domanda scomoda: e la trasparenza?</div><div style="text-align:left;">Ogni modello ha i suoi mostri nel seminterrato, nel caso Rolex, il più ovvio è la trasparenza limitata. Se l’azionista è una fondazione di interesse pubblico ma l’azienda è privata e riservata quanto controllo esterno è possibile?&nbsp;</div><div style="text-align:left;">Quanto si può misurare l’impatto reale? E come si evitano zone grigie tra discrezione, potere economico e accountability?</div><div style="text-align:left;">Non è un’accusa automatica: è semplicemente il “costo filosofico” di un sistema che privilegia autonomia e lungo periodo rispetto alla rendicontazione pubblica tipica delle società quotate.</div><div style="text-align:left;"><br/></div><div style="text-align:left;">Cosa insegna davvero il “caso Rolex”</div><div style="text-align:left;">Se lo guardi come caso aziendale (non come feticcio da polso) Rolex suggerisce una tesi interessante:</div><div style="text-align:left;">Un’impresa può essere capitalista nella tecnica (efficienza, margini, controllo della qualità) e non esserlo fino in fondo nella teologia (profitto come fine ultimo e immediato).</div><div style="text-align:left;">Il risultato è un animale raro, un colosso privato che può permettersi pazienza, reinvestimento e un’idea di “perpetuità” che vale sia per l’oggetto venduto sia per il modo in cui vuole incidere sul mondo.&nbsp;</div><div style="text-align:left;">In un’epoca in cui molte aziende misurano il futuro in trimestri questa stranezza — controllata da una fondazione e alimentata da dividendi — è forse la vera unicità Rolex.</div></div><p></p></div>
</div><div data-element-id="elm_jYsPWuLM4St5e2cv4pCQgQ" data-element-type="dividerText" class="zpelement zpelem-dividertext "><style type="text/css"></style><style></style><div class="zpdivider-container zpdivider-text zpdivider-align-center zpdivider-align-mobile-center zpdivider-align-tablet-center zpdivider-width100 zpdivider-line-style-solid zpdivider-style-none "><div class="zpdivider-common">DISCLAIMER lo scopo di questi articoli non è offrire una consulenza legale o fiscale ma alcuni esempi degli argomenti che vengono trattati alle riunioni di Business Roundtable</div>
</div></div><div data-element-id="elm_hX-l4jyGPE6pjNzqu7ll6w" data-element-type="button" class="zpelement zpelem-button "><style></style><div class="zpbutton-container zpbutton-align-center zpbutton-align-mobile-center zpbutton-align-tablet-center"><style type="text/css"></style><a class="zpbutton-wrapper zpbutton zpbutton-type-primary zpbutton-size-md zpbutton-style-oval " href="https://zfrmz.eu/pwSRPVasQHDYABv6FyGC" target="_blank" rel="nofollow noreferrer noopener"><span class="zpbutton-content">ISCRIVITI</span></a></div>
</div><div data-element-id="elm_y4pYR8AptXlA0VsnX5c3_Q" data-element-type="image" class="zpelement zpelem-image "><style> @media (min-width: 992px) { [data-element-id="elm_y4pYR8AptXlA0VsnX5c3_Q"] .zpimage-container figure img { width: 500px ; height: 333.20px ; } } </style><div data-caption-color="" data-size-tablet="" data-size-mobile="" data-align="center" data-tablet-image-separate="false" data-mobile-image-separate="false" class="zpimage-container zpimage-align-center zpimage-tablet-align-center zpimage-mobile-align-center zpimage-size-medium zpimage-tablet-fallback-fit zpimage-mobile-fallback-fit hb-lightbox " data-lightbox-options="
                type:fullscreen,
                theme:dark"><figure role="none" class="zpimage-data-ref"><span class="zpimage-anchor" role="link" tabindex="0" aria-label="Open Lightbox" style="cursor:pointer;"><picture><img class="zpimage zpimage-style-none zpimage-space-none " src="/images/best-rolex-watches-8356385_1280.jpg" size="medium" data-lightbox="true"/></picture></span></figure></div>
</div></div></div></div></div></div> ]]></content:encoded><pubDate>Wed, 17 Dec 2025 11:40:25 +0100</pubDate></item></channel></rss>